LUGLIO 2026
Ombrellone piantato, l’asciugamano steso, il primo sguardo al mare. E in quel momento, senza saperlo, ognuno di noi mette in scena un personaggio. Perché sotto il sole, più che altrove, gli italiani rivelano il loro vero carattere. A confermarlo è un’indagine Ixè per Coldiretti sui comportamenti dei bagnanti italiani, da cui emerge un ritratto tutt’altro che pigro del popolo da spiaggia: oltre il 40% dichiara di non riuscire proprio a starsene fermo sul lettino, preferendo attività dinamiche come racchettoni, camminate lungo la battigia o partite di beach volley. Al tempo stesso, però, un altro 35% ammette una dipendenza diversa, quella dallo smartphone, che resta acceso e sotto controllo anche all’ombra dell’ombrellone. Due dati che, messi insieme, raccontano bene la varietà (e le contraddizioni) della fauna balneare nostrana. Ecco quindi i cinque tipi che noi della Redazione abbiamo individuato e che non mancano mai, in nessuna costa d’Italia.
Il dinamico instancabile
Lo riconosci subito: è quello che alle 9 del mattino ha già fatto tre vasche a nuoto, una camminata fino al faro e sta organizzando la partita di racchettoni delle 11. Non si siede mai, o meglio, si siede solo per recuperare fiato prima di ripartire. Rappresenta perfettamente quel 40% di italiani che secondo l’indagine Ixè/Coldiretti non riesce a stare fermo sul lettino. Per lui la spiaggia non è un luogo di riposo ma un’enorme palestra a cielo aperto, con il mare come piscina e la sabbia come tapis roulant. Simpatico, instancabile, leggermente esasperante quando ti chiede “dai, un tiro?” alle due del pomeriggio con quaranta gradi.
Lo smartphone addict
Sotto l’ombrellone accanto, invece, c’è lui: il bagnante sempre connesso, occhi fissi sullo schermo, volume basso ma non troppo o al limite cuffiette di ultima generazione.. Fa parte di quel 35% che non stacca mai davvero, nemmeno in vacanza. Controlla le notifiche, risponde alle mail, posta la foto del mare con l’hashtag della località e del lido scelto. Paradossalmente è il tipo più immobile di tutti in termini fisici, ma il più agitato mentalmente: il pollice scorre più veloce delle onde. Riconoscerlo è facile: quando il segnale cala, entra letteralmente in crisi.
Il guardiano dell’ombrellone
No, non è un personaggio di Tolkien, ma ci si avvicina. Arriva presto, prestissimo. È il primo in spiaggia, ha già scelto la postazione perfetta la sera prima mentalmente, e difende il suo metro quadrato di sabbia come fosse un confine di stato. Sedie, teli, borsa frigo: tutto sistemato con precisione millimetrica. Non ama i cambiamenti, odia chi si avvicina troppo con il proprio ombrellone, e ha un rapporto quasi affettivo con il suo posto. Non rientra propriamente nelle due categorie della ricerca, ma è la cornice dentro cui tutti gli altri si muovono: senza di lui, la spiaggia sarebbe un caos.
Il tuffatore estremo
Ogni spiaggia ha il suo bagnino mancato, per la gioia dei bagnini veri: quello che si tuffa dallo scoglio più alto, che nuota al largo solo per allenarsi, che controlla le condizioni del mare con l’aria di chi ha fatto la scuola sub anche se al massimo ha preso il brevetto vent’anni fa. Ha una vena da avventuriero. Ama le sfide, sottovaluta un po’ i rischi, e regala sempre almeno un momento di apprensione ai bagnanti vicini quando sparisce dietro le onde per qualche minuto di troppo.
Il filosofo del lettino
E poi c’è lui, il vero opposto del dinamico: sdraiato, immobile, libro in mano o semplicemente gli occhi chiusi, in perfetto silenzio. Non gioca, non nuota se non per un tuffo rigenerante ogni tanto, non guarda il telefono con ansia. È la minoranza silenziosa che i sondaggi faticano a intercettare perché, semplicemente, non fa notizia: sta fermo, e basta. Per lui la spiaggia è l’unico momento dell’anno in cui il tempo rallenta davvero, e la considera un’esperienza quasi meditativa.
E tu, quale sei?
La verità è che nessuno di noi è un tipo puro al cento per cento. Magari sei un dinamico instancabile la mattina e un filosofo del lettino nel primissimo pomeriggio, quando il caldo toglie ogni voglia di muoversi. O forse sei uno smartphone addicted che si vergogna un po’ a mettere giù il telefono, ma quando lo fa diventa improvvisamente un tuffatore estremo.
I dati Ixè/Coldiretti raccontano un’Italia balneare più movimentata di quanto si pensi, ma anche più connessa del dovuto. La vera challenge dell’estate però, non è scegliere tra racchettone e smartphone, ma trovare, per qualche ora al giorno, l’equilibrio del filosofo del lettino: nessuna corsa, nessuna notifica, solo il rumore del mare.
E allora, la prossima volta che stendi il telo, chiediti: quale dei cinque tipi da spiaggia sei oggi?






