Nell’estate del 2023 la presenza del granchio blu nel territorio lagunare di Goro, che ha un’estensione di 1200 ettari, ha avuto un abnorme proliferazione -si pensi che la femmina della specie deposita ogni anno tra le 600.000 e i 6 milioni di uova – stravolgendo di fatto l’allevamento di vongole, principale economia del territorio da quasi un secolo. Una economia basata sulla pesca che a fronte di una produzione annua di 13.000 tonnellate di vongole generava un fatturato di 100 milioni di euro dando lavoro a 1500 pescatori.
Ad oggi la produzione è scesa del 90% determinando un drammatico stato di crisi e una netta perdita di posti di lavoro. Con l’impossibilità di arginare il fenomeno “dell’alieno blu” le cooperative di pescatori hanno deciso quindi di incrementare l’allevamento di ostriche che fino a quel momento era marginale.
Le ostriche vengono allevate in cestelli basculanti in polipropilene che impediscono l’aggressione da parte del granchio blu. La produzione aumentata del 500% sta dando i primi significativi segnali di ripresa. Sette le varietà prodotte del prelibato mollusco che grazie alla sua alta qualità sta diventando un’eccellenza tutta italiana apprezzata dai migliori ristoratori del nostro Paese. Nonostante questo le vendite stentano a decollare a causa di un’iva che grava al 22% rispetto a quella del 10% applicata a tutti gli altri molluschi. A Goro si attende quanto prima un intervento del governo per sanare questa paradossale anomalia fiscale.
Degna di nota l’iniziativa del senatore ferrarese Alberto Balboni, attuale presidente della Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama, che ha invitato in Senato i rappresentanti delle principali cooperative di pescatori della “sacca di Goro” per offrire ai colleghi di maggioranza e opposizione una speciale degustazione di ostriche e ribadire le problematiche affrontate in questi ultimi due anni e le proposte di soluzioni da adottare per uscire da una crisi tanto drammatica quanto inaspettata.






