SETTEMBRE 2026
Mosca sta aumentando le iniziative ostili contro i Paesi europei che sostengono l’Ucraina. Non riuscendo a ottenere progressi decisivi sul campo e subendo incursioni ucraine sempre più incisive, il Cremlino sembra puntare su operazioni ibride destinate a diffondere paura e instabilità. Negli ultimi mesi, diversi governi europei hanno attribuito alla Federazione Russa episodi di sabotaggio, violazioni dello spazio aereo, intrusioni informatiche e altre attività condotte al di sotto della soglia di un conflitto dichiarato. Secondo la NATO, questa strategia rivela una maggiore disponibilità di Mosca ad assumersi rischi, nel tentativo di indebolire gli aiuti destinati a Kiev e incrinare la coesione occidentale. Fonti occidentali temono un’ulteriore escalation. La Russia avrebbe recuperato velivoli senza pilota ucraini che potrebbero essere impiegati in azioni provocatorie, facendole apparire come attacchi di Kiev contro Stati dell’Alleanza Atlantica. Il portavoce presidenziale Dmitry Peskov ha negato tali ricostruzioni, sostenendo che servano a legittimare il riarmo europeo. La crescente inquietudine americana sarebbe confermata dalla visita non annunciata compiuta a Mosca dal direttore della CIA, John Ratcliffe. Tra gli obiettivi della missione vi sarebbe stato quello di ribadire all’amministrazione Putin l’impegno statunitense nella difesa dei partner atlantici.
Remigijus Bridikis, responsabile dell’intelligence civile della Lituania, ritiene che il governo russo voglia frenare l’appoggio militare occidentale all’Ucraina e, contemporaneamente, alimentare un clima di allarme tra i cittadini europei. Tra gli avvenimenti più recenti figura il ritrovamento di tre apparecchi esplosivi dentro o vicino a uno scalo tedesco; uno era collocato sotto un velivolo da trasporto ucraino. Si sono inoltre verificate ripetute intrusioni russe nei cieli della NATO, compreso un drone abbattuto sopra la Romania. I servizi dei Paesi Bassi hanno segnalato anche una campagna continuativa di spionaggio digitale: soggetti riconducibili allo Stato russo avrebbero violato videocamere connesse a Internet per osservare i movimenti delle forniture dirette a Kiev. I dati raccolti dal centro ucraino Sahaidachnyi indicano un’accelerazione degli episodi attribuiti a Mosca. Dai circa dieci casi mensili registrati in numerosi periodi a partire dal 2024 si sarebbe passati a una media vicina ai quindici da aprile. Il quadro potrebbe però essere incompleto, poiché molte vicende sospette non vengono inserite nelle statistiche per mancanza di riscontri sufficienti. Queste iniziative coincidono con una fase più distruttiva della guerra. Kiev ha migliorato la capacità di colpire in profondità il territorio avversario, danneggiando infrastrutture energetiche e impianti essenziali per l’apparato militare russo. Mosca risponde cercando di interrompere non soltanto le risorse presenti in Ucraina, ma anche la rete logistica che attraversa numerose nazioni alleate.
Le autorità europee accusano inoltre la Russia di reclutare collaboratori attraverso Telegram e altri social network. A queste persone verrebbero affidate attività di ricognizione, danneggiamenti e operazioni clandestine. L’Estonia sta verificando un eventuale collegamento russo con l’incendio doloso che ha colpito Milrem Robotics, azienda attiva nella difesa. Esplosioni e roghi avvenuti in fabbriche di munizioni italiane, bulgare e finlandesi hanno generato analoghi sospetti, senza che siano finora emerse prove definitive.Anche quando Mosca non è direttamente responsabile, lasciare che le venga attribuito ogni episodio può favorirla, rafforzandone l’immagine di potenza capace di agire ovunque. Dopo che la polizia slovacca ha annunciato di aver impedito un attentato contro una fabbrica di droni, organizzato da tre cittadini stranieri di nazionalità non precisata, l’attenzione si è immediatamente concentrata sulla possibile pista russa. L’obiettivo potrebbe essere convincere l’opinione pubblica che sostenere Kiev comporti conseguenze personali e riduca le capacità difensive nazionali. Se la popolazione percepisse la Russia come un pericolo imminente, potrebbe infatti crescere l’opposizione all’invio di armamenti, ritenuti indispensabili per proteggere il proprio territorio.
Gli esperti osservano che la dottrina russa, erede di pratiche sviluppate nell’epoca sovietica, tende a cancellare la separazione tra destabilizzazione segreta e scontro militare. Valutazioni recenti dell’intelligence statunitense ipotizzano che, nei prossimi anni, il Cremlino possa verificare la compattezza della NATO mediante un’azione circoscritta contro uno Stato membro: da una vasta offensiva cibernetica fino a una breve penetrazione terrestre. Una simile iniziativa metterebbe alla prova il principio secondo cui l’aggressione a un alleato riguarda l’intera organizzazione. Anche senza arrivare a questo punto, Mosca può trarre vantaggio dall’acuirsi delle tensioni interne in prossimità delle elezioni previste in Germania, Francia, Finlandia, Estonia e Polonia. Quest’ultima risulta particolarmente esposta per il deterioramento dei rapporti tra una parte della popolazione e i profughi ucraini. Negli ultimi anni, accuse di questo tipo sono arrivate anche da rappresentanti di Stati Uniti, Regno Unito, Ungheria e Romania. Non è comunque certo che la strategia stia producendo i risultati sperati. Gli Stati situati sul fianco orientale dell’Alleanza continuano generalmente a sostenere le forniture militari a Kiev e l’incremento dei propri bilanci per la difesa.In Romania, dove dopo l’invasione esisteva una componente elettorale sensibilmente filorussa, le ripetute violazioni aeree hanno irrigidito l’atteggiamento verso il Cremlino. Tre droni sono stati recentemente distrutti sul territorio nazionale, mentre un’altra incursione aveva causato un incendio sul tetto di un’abitazione. Bucarest ha quindi allontanato un diplomatico russo; Mosca ha replicato espellendo un rappresentante rumeno.
Stefano Piazza
vicedirettore Ius101.it






