Il futuro dell’Anm e della “giurisdizione dipenderà molto dall’esito delle prossime elezioni per il rinnovo del Comitato direttivo centrale, perché il prevalere di un indirizzo politico-associativo o di un altro inciderà molto sul modo con cui l’Anm, nel prossimo futuro, prenderà posizione e si porrà sullo scenario politico-istituzionale e quindi di come e quanto sarà in grado incidere sulle riforme che riguarderanno gli assetti costituzionali e ordinamentali della giurisdizione”. Ad esserne convinto e’ Rocco Maruotti, esponente di AreaDg nell’attuale Comitato Direttivo Centrale dell’Anm.
Intervenendo ai lavori dell’assemblea generale dell’associazione che riunisce le toghe progressiste, Maruotti aggiunge: “A fronte di una politica che non solo pretende di riformare la giustizia ‘a costo zero’, facendo gravare solo sui magistrati il peso di riforme disfunzionali, ma che soprattutto sta cercando di stravolgere l’assetto costituzionale per riscrivere l’attuale modello di democrazia, la magistratura ha bisogno di un’Anm che sia capace di continuare ad essere un interlocutore forte e autorevole di un Governo che, invece, sembra preferire una magistratura silente e accondiscendente”.
Da questo punto di vista – spiega – “ci preoccupa, ma non ci stupisce, l’atteggiamento assunto, soprattutto nell’ultimo anno, da Magistratura Indipendente che sembra più interessata a rilanciare e amplificare i messaggi del Ministro Nordio. Dobbiamo perciò impegnarci tutti affinché la prossima Anm sia politicamente in grado di contrastare iniziative legislative che potrebbero segnare la fine dell’attuale modello costituzionale di giurisdizione fondato sulla separazione dei poteri”.
In quest’ottica sarà “fondamentale una rinnovata capacità di proposta sulle politiche giudiziarie mediante il dialogo con l’avvocatura, l’accademia e la società civile, sui grandi temi ordinamentali, così come sui diritti e le garanzie. Allo stesso modo, sul tema della qualità del lavoro, a fronte di una legislazione ‘ad invarianza finanziaria’ che scarica solo sui magistrati gli oneri derivanti dalle riforme, va coltivato il dialogo con il personale di cancelleria e con gli utenti, così da realizzare un fronte comune capace di pretendere con maggiore forza condizioni di lavoro dignitose e dotazioni di organico e di mezzi adeguate alla sfida che l’innovazione tecnologica pone”.
Unità associativa e coinvolgimento dei colleghi più giovani nell’attività associativa sono le altre due “importanti sfide che la prossima Anm dovrà essere capace di affrontare, potendo contare – conclude l’esponente di AreaDg – sull’enorme eredità che la presidenza Santalucia lascia ad una associazione la cui vitalità si è manifestata in modo evidente in occasione del recente congresso di Palermo”.
Rocco Maruotti
Comitato direttivo centrale ANM






