SETTEMBRE 2025
Come noto, Maurizio Arrivabene, ex amministratore delegato della Juventus, è stato recentemente prosciolto dalla giustizia penale nell’ambito dell’inchiesta Prisma. Il Gup di Roma ha infatti emesso una sentenza di non luogo a procedere, dichiarandolo estraneo ai fatti contestati. Tuttavia, per i medesimi fatti, la giustizia sportiva lo aveva già dichiarato colpevole, infliggendo ad Arrivabene un’inibizione di 24 mesi. Inoltre, l’ex dirigente bianconero è “costato” alla Juventus 2 punti di penalizzazione nel campionato di Serie A 2022/2023 (nell’ambito dei 10 complessivamente inflitti al club). Questa sanzione ha avuto un impatto significativo, facendo scivolare la squadra dal potenziale quinto posto al settimo in classifica. Si è quindi aperto un vivace dibattito sulla possibilità di richiedere una revisione della sentenza sportiva e su eventuali richieste di risarcimento danni, sia per il club, sia per Arrivabene.
La revisione della sentenza sportiva: cosa dice il Codice di Giustizia Sportiva
L’articolo 63 del Codice di Giustizia Sportiva prevede la possibilità di porre rimedio ad una sentenza che si riveli errata/ingiusta, richiedendo alla Corte Federale d’Appello la revisione della decisione sportiva in questione, ma solo in presenza dei seguenti presupposti:
- a) sopravvengano o si scoprano nuove prove che, sole o unite a quelle già valutate, dimostrino che il sanzionato doveva essere prosciolto;
- b) vi sia inconciliabilità dei fatti posti a fondamento della decisione con quelli di altra decisione irrevocabile;
- c) venga acclarata falsità in atti o in giudizio.
Ad avviso dello scrivente, non essendovi prove nuove da valutare da parte della giustizia sportiva, ma solo una diversa valutazione delle stesse, nel caso in esame il presupposto contrassegnato con la lettera “b” appare il più calzante, vista l’apparente contraddizione tra la sentenza sportiva e quella penale. Tuttavia, la giurisprudenza federale ha più volte chiarito che l’autonomia della giustizia sportiva rispetto a quella penale comporta per la prima la possibilità di effettuare una valutazione indipendente dell’apporto causale dei soggetti sanzionati rispetto ai fatti contestati. Ciò significa che il proscioglimento penale di Arrivabene non implica automaticamente un ribaltamento della sentenza sportiva, poiché la revisione non è concessa se il sanzionato viene prosciolto per non aver commesso i fatti, ma solo se questi non sussistono, vista, come detto, l’indipendenza della giustizia sportiva nel valutare l’apporto causale del sanzionato. In sostanza, se i fatti oggetto delle violazioni disciplinari sussistono (e su questo nel procedimento penale non sono emerse evidenze di segno contrario) la giustizia sportiva è libera di valutare discrezionalmente il contributo reso dal sanzionato nella commissione delle violazioni disciplinari. (In tal senso si veda SEZ. UNITE – DECISIONE N. 0021 CFA del 1° settembre 2022).
Come accennato, la penalizzazione di 2 punti per i fatti addebitati ad Arrivabene ha avuto un impatto diretto sulla classifica della Juventus nella stagione 2022/2023. Con quei 2 punti, il club avrebbe potuto chiudere il campionato al quinto posto, con benefici economici legati al migliore posizionamento in classifica. In teoria, la Juventus potrebbe quindi richiedere la revisione della sentenza sportiva per ottenere un risarcimento economico (quantificabile in qualche milione di euro) per il danno subito. Tuttavia, alla luce della giurisprudenza sportiva sopra citata, le probabilità di accoglimento di tale richiesta appaiono scarse, proprio per l’autonomia della giustizia sportiva e i rigidi requisiti dell’articolo 63. Parallelamente, Maurizio Arrivabene, che ha già scontato l’inibizione, potrebbe avanzare una richiesta di risarcimento danni per il pregiudizio subito, sia in termini professionali che personali. Anche in questo caso, però, stando a quanto fin qui esposto, l’esito appare davvero incerto.
Il caso Arrivabene evidenzia una volta di più la complessità del rapporto tra giustizia penale e giustizia sportiva. Se da un lato il proscioglimento penale rappresenta una vittoria significativa per l’ex dirigente bianconero, dall’altro la rigidità delle norme sportive rende difficile un pieno riconoscimento di tale esito in ambito calcistico. La Juventus e Arrivabene si trovano dunque di fronte a un bivio: tentare la strada della revisione, pur con poche speranze di successo, o accettare le decisioni sportive come definitive. In conclusione, il proscioglimento di Arrivabene rappresenta un passo importante, ma non sembra destinato a modificare l’esito delle sanzioni sportive. La Juventus, tuttavia, potrebbe valutare un’azione legale per tutelare i propri interessi economici, mentre Arrivabene potrebbe cercare di ottenere un risarcimento per il danno subito. Resta da vedere se il club e l’ex dirigente bianconero decideranno di intraprendere questa strada, consapevoli delle difficoltà imposte dalla normativa sportiva.
Michele La Francesca
avvocato






