NOVEMBRE 2025
Il Milan si trova al centro di un potenziale procedimento disciplinare federale. Emergono dettagli dal bilancio del club rossonero chiuso al 30 giugno 2025 che potrebbero tradursi in ammende pecuniarie e inibizioni per i legali rappresentanti del club. Il fulcro della questione è una presunta violazione delle Norme Organizzative Interne Federali (N.O.I.F.), in particolare l’articolo 20-bis, relativo all’obbligo di notifica tempestiva di acquisizioni di quote nella catena di controllo societaria. Secondo quanto riportato da “Calcio e Finanza” in un recente articolo, il 7 ottobre 2025 la società rossonera ha ricevuto una comunicazione ufficiale dalla Commissione Acquisizioni Partecipazioni Societarie (COAPS) della FIGC. Il documento, estratto dal fascicolo bilancio, evidenzia che la Commissione ha concluso l’istruttoria sulle operazioni di acquisizione di quote da parte di un investitore nella catena di controllo a monte del club rossonero, rilevando una “tardiva trasmissione della documentazione richiesta dalla normativa federale ai sensi del quinto e sesto comma dell’art. 20-bis delle N.O.I.F.”. In applicazione del comma 11 dello stesso articolo, la COAPS ha informato il Milan che gli esiti delle verifiche saranno trasmessi alla Procura Federale per “l’eventuale seguito di competenza”. Al momento, il club non ha ricevuto comunicazioni dalla Procura, ma si riserva di valutare con i legali le iniziative da intraprendere. In sostanza, il Milan avrebbe omesso di comunicare tempestivamente un’operazione di ingresso di capitali in una società facente parte della sua catena di controllo che, per entità (in quanto superiore al 10%), imponeva una notifica obbligatoria alla FIGC nei ristretti termini previsti dall’art.20 bis delle NOIF (15 giorni). Si tratta di un adempimento cruciale per garantire trasparenza e compliance nelle strutture proprietarie dei club professionistici, volto a prevenire influenze opache o conflitti di interesse.
Il ruolo della COAPS: controllo e pareri, non sanzioni.
È importante contestualizzare il ruolo della COAPS per comprendere il reale profilo di rischio. La Commissione, come noto agli addetti ai lavori, emette esclusivamente pareri consultivi effettuando i dovuti, preventivi, controlli e non ha competenza a irrogare sanzioni di alcun tipo. Il suo mandato si limita a verificare la completezza e la tempestività della documentazione presentata dalle società ai sensi dell’articolo 20-bis N.O.I.F. Qualora emergano irregolarità – come nel caso di una notifica tardiva – la COAPS non procede autonomamente, ma informa la società calcistica della violazione rilevata ed avvisa altresì la Procura Federale che assume l’iniziativa per un’azione disciplinare formale. Questo meccanismo, delineato nelle norme federali, sposta il baricentro del procedimento dalla fase istruttoria a quella giudiziale, dove entrano in gioco il Codice di Giustizia Sportiva (CGS) e le relative sanzioni. In questo scenario, le recenti dichiarazioni del presidente rossonero Paolo Scaroni – che ha accennato a una “multa” già ricevuta dal club – meritano una lettura cauta. Non sembrano riferirsi a una sanzione già irrogata, quanto piuttosto a un’anticipazione dell’esito probabile del procedimento in corso. La COAPS, infatti, non può aver emesso alcun provvedimento punitivo, e la menzione di Scaroni potrebbe essere un modo per minimizzare l’impatto mediatico, proiettando l’attenzione su un epilogo negoziato piuttosto che contenzioso.
Il Caso Sampdoria: Un Precedente Illuminante.
Per delineare le analogie e prevedere l’evoluzione del caso Milan, è utile volgere lo sguardo a un episodio recentissimo e speculare: il procedimento disciplinare contro la U.C. Sampdoria, esitato con il Comunicato Ufficiale FIGC n. 183/AA del 24 ottobre 2025. In quell’occasione, la Procura Federale ha contestato alla società blucerchiata una violazione analoga all’articolo 20-bis N.O.I.F., relativa alla tardiva trasmissione alla COAPS della documentazione necessaria per l’acquisizione di partecipazioni societarie nella catena di controllo del club. Le somiglianze con il caso Milan sono lampanti: entrambe le società sono state chiamate in causa per omessa o ritardata notifica di operazioni di ingresso di investitori, con entità tale da attivare l’obbligo di comunicazione ex art. 20-bis, commi 5 e 6. Nel caso Sampdoria, come per il Milan, la COAPS ha rilevato la tardività e ha trasmesso gli atti alla Procura Federale. In entrambi i frangenti, la Commissione ha agito come “filtro” istruttorio, trasmettendo gli esiti alla Procura per l’azione disciplinare, senza applicare sanzioni dirette. Va poi detto che la responsabilità non ricade solo sulla società, ma si estende ai legali rappresentanti per omessa vigilanza, come previsto dal CGS. Per la Sampdoria, l’esito è stato una sanzione pecuniaria di 7.500 euro alla società per responsabilità diretta e oggettiva, accompagnata da inibizioni per i vertici coinvolti (2 mesi di inibizione commutati in 12.000 euro di ammenda).Alla luce di queste analogie, è plausibile ipotizzare un epilogo simile per il Milan, già peraltro sostanzialmente anticipato dal Presidente Scaroni: la società con alta probabilità opterà per il patteggiamento ai sensi dell’articolo 126 del Codice di Giustizia Sportiva. Questa procedura accelerata, che prevede un forte sconto di pena (fino alla metà), è diventata ormai prassi per club di alto profilo desiderosi di archiviare rapidamente questioni amministrative senza impatti sul campo. Al Milan verrà quindi probabilmente irrogata una sanzione pecuniaria – verosimilmente nell’ordine di 5.000-10.000 euro, in linea con il precedente sampdoriano.
Per i legali rappresentanti, come Scaroni, si profila un’inibizione ridotta (da 1 a 3 mesi), che potrà essere commutata in una pena pecuniaria ex art. 126 comma 2 CGS, evitando così astensioni operative durante la stagione. Questo scenario non solo minimizzerebbe i danni reputazionali, ma rafforzerebbe l’impegno del Milan verso una compliance rafforzata, in un’era in cui la FIGC intensifica i controlli sulle catene di controllo per tutelare l’integrità del sistema. Resta da attendere la mossa della Procura Federale: se il club agirà con prontezza, il rischio di un’escalation appare remoto.
Michele La Francesca
avvocato






