GIUGNO 2026
Dietro ogni traffico di droga, rete terroristica, sistema di corruzione o programma nucleare clandestino esiste quasi sempre un elemento comune: il denaro. È proprio per seguire le tracce dei flussi finanziari che il Financial Action Task Force (FATF), l’organismo internazionale che definisce gli standard mondiali contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo, ha aggiornato nel giugno 2026 le proprie Raccomandazioni, il documento che rappresenta la bussola normativa per governi, banche, autorità investigative e organismi di intelligence finanziaria in oltre 200 giurisdizioni. Le nuove linee guida fotografano un mondo nel quale le minacce finanziarie si sono evolute rapidamente. Se negli anni Novanta il principale obiettivo era contrastare il riciclaggio dei proventi del narcotraffico, oggi l’attenzione si concentra anche sulle criptovalute, sulle reti finanziarie clandestine, sulle società schermo utilizzate per occultare patrimoni e sulle strategie adottate da Stati e organizzazioni per aggirare le sanzioni internazionali.
Il principio chiave: seguire il rischio
Alla base dell’intero impianto normativo vi è il cosiddetto “Risk-Based Approach”, l’approccio basato sul rischio. In pratica, Stati, banche e operatori economici devono identificare e valutare i rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo presenti nei rispettivi settori, concentrando le risorse dove le minacce sono maggiori. Si tratta di una svolta importante rispetto ai modelli del passato, basati su controlli standardizzati. Secondo il FATF, i sistemi finanziari devono essere sufficientemente flessibili da adattarsi all’evoluzione delle minacce, con particolare attenzione alle nuove tecnologie e ai canali finanziari innovativi.
Criptovalute sotto osservazione
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il settore delle criptovalute. Il documento conferma la necessità di sottoporre gli exchange e i fornitori di servizi legati agli asset virtuali agli stessi obblighi previsti per gli intermediari finanziari tradizionali. Gli operatori devono identificare i clienti, monitorare le transazioni, conservare la documentazione e segnalare eventuali operazioni sospette. L’obiettivo è impedire che Bitcoin, stablecoin e altri asset digitali diventino strumenti privilegiati per il riciclaggio di denaro, il finanziamento del terrorismo o l’elusione delle sanzioni internazionali. Una posizione che riflette le crescenti preoccupazioni delle autorità occidentali per l’utilizzo delle criptovalute da parte di organizzazioni criminali, reti terroristiche e Stati sottoposti a restrizioni economiche.
La battaglia contro le società fantasma
Un altro pilastro delle nuove Raccomandazioni riguarda la trasparenza della proprietà effettiva delle società. Il FATF chiede agli Stati di garantire che le autorità possano identificare rapidamente chi controlla realmente un’impresa, un trust o una struttura giuridica complessa. Per anni società offshore, fiduciari e prestanome hanno consentito di nascondere patrimoni illeciti, aggirare sanzioni e mascherare la provenienza dei fondi. Le nuove disposizioni puntano a rendere più difficile l’utilizzo di queste strutture opache, imponendo registri aggiornati e facilmente accessibili alle autorità competenti.
Hawala e banche sotterranee
Particolare attenzione viene dedicata ai sistemi informali di trasferimento di denaro. Le Raccomandazioni impongono che tutti gli operatori che offrono servizi di trasferimento di valore siano registrati, autorizzati e sottoposti a controlli. La misura riguarda non solo il tradizionale sistema hawala diffuso in Medio Oriente e Asia meridionale, ma anche le sofisticate reti di underground banking emerse negli ultimi anni in Europa. Inchieste condotte in Italia, Francia e Germania hanno evidenziato l’esistenza di circuiti finanziari paralleli capaci di movimentare miliardi di euro senza lasciare tracce nei sistemi bancari ufficiali.
Il fronte del terrorismo
Il documento dedica ampio spazio al contrasto del finanziamento del terrorismo. Gli Stati sono chiamati a congelare immediatamente i beni di individui e organizzazioni inseriti nelle liste delle Nazioni Unite e a impedire qualsiasi forma di supporto finanziario diretto o indiretto. Particolare attenzione è riservata alle organizzazioni no profit che operano in contesti di crisi. Il FATF sottolinea che la maggioranza delle ONG svolge attività legittime e fondamentali, ma invita gli Stati a prevenire possibili infiltrazioni da parte di gruppi terroristici che potrebbero utilizzare strutture umanitarie come copertura per la raccolta e il trasferimento di fondi.
Le nuove sfide geopolitiche
Tra le novità più significative emerge il rafforzamento delle misure contro il finanziamento della proliferazione delle armi di distruzione di massa. Il FATF considera ormai la violazione delle sanzioni internazionali un rischio finanziario di primo piano. Le disposizioni mirano soprattutto a contrastare le reti che supportano programmi nucleari e missilistici sottoposti a restrizioni internazionali, con particolare attenzione alle operazioni che coinvolgono società di copertura, intermediari commerciali e circuiti finanziari opachi.
Le Raccomandazioni aggiornate del FATF confermano che la lotta ai flussi finanziari illeciti è diventata una componente essenziale della sicurezza internazionale. Terrorismo, criminalità organizzata, evasione delle sanzioni, corruzione e proliferazione nucleare vengono sempre più affrontati attraverso strumenti finanziari e investigativi. In un mondo caratterizzato da pagamenti istantanei, criptovalute, società offshore e reti finanziarie transnazionali, seguire il denaro resta una delle armi più efficaci a disposizione degli Stati. Ed è proprio su questo terreno che si giocherà una parte decisiva delle sfide geopolitiche e di sicurezza dei prossimi anni.
Stefano Piazza
vicedirettore Ius101.it






