Lo scorso 12 febbraio il procuratore della Corte penale internazionale Karim Khan è stato inserito nella lista delle persone sanzionate dagli Stati Uniti. Il 1° marzo 2022, Karim Khan, in qualità di procuratore capo della Corte penale internazionale, ha annunciato l’avvio di un’indagine sui crimini di guerra e sui crimini contro l’umanità commessi dalla Russia in Ucraina. Ha presentato una petizione per un mandato di arresto per il leader russo Vladimir Putin e la commissaria russa Maria Lvova-Belova nel caso della deportazione di bambini ucraini. Il 20 maggio 2024, Khan ha inoltre richiesto mandati di arresto per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, l’ex ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant e tre leader di Hamas. Le accuse contro Netanyahu e Gallant riguardano presunti crimini di guerra, tra cui attacchi deliberati contro la popolazione civile di Gaza e l’uso della fame come arma, ostacolando la distribuzione di aiuti umanitari. Khan ha inoltre affermato che i due leader si sarebbero resi responsabili di crimini contro l’umanità, come omicidio, persecuzione e altri atti disumani, imponendo restrizioni al flusso di aiuti verso Gaza.Israele ha respinto con fermezza le accuse, sostenendo di aver facilitato l’ingresso di grandi quantità di aiuti umanitari attraverso i valichi di frontiera della Striscia di Gaza. Secondo il governo israeliano, le difficoltà nella distribuzione sarebbero attribuibili a inefficienze delle organizzazioni umanitarie, alle condizioni del conflitto e al saccheggio degli aiuti da parte di Hamas e altre fazioni armate. Israele ha inoltre negato di aver preso di mira i civili, affermando che le vittime civili siano conseguenza della strategia di Hamas di posizionare combattenti e infrastrutture militari all’interno di aree civili.
Karim Khan è la prima persona a essere sottoposta a sanzioni economiche imposte dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Le sanzioni includono il congelamento dei beni statunitensi delle persone presenti nella lista e il divieto di ingresso negli Stati Uniti per loro e le loro famiglie. Secondo l’ordinanza, il Segretario del Tesoro statunitense Scott Bessent, in consultazione con il Segretario di Stato Marco Rubio, dovrà presentare entro 60 giorni un rapporto con i nomi delle persone contro cui saranno imposte le sanzioni. Inoltre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che impone sanzioni alla Corte penale internazionale per il caso contro la leadership israeliana. L’ordinanza di Trump sottolinea che la CPI non ha giurisdizione né sugli Stati Uniti né su Israele, poiché nessuno dei due Paesi è parte dello Statuto di Roma né membro della CPI. La Corte penale internazionale ha duramente criticato la decisione di Trump sulle sanzioni e l’UE ha affermato che ciò avrebbe rappresentato una seria sfida per il lavoro della corte.
Personaggio controverso è indagato per molestie sessuali
Avvocato britannico, Karim Khan è diventato procuratore capo della Corte penale internazionale (CPI) nel giugno 2021. In precedenza, aveva ricoperto ruoli sia nella difesa che nell’accusa presso diverse corti internazionali. Tra i suoi clienti più noti figurano Seif al-Islam Gheddafi, figlio del defunto leader libico Muammar Gheddafi, e l’ex presidente liberiano Charles Taylor, che in seguito lo licenziò. Il 27 ottobre 2024 il quotidiano britannico The Guardian ha riferito Secondo quanto riportato dal Guardian, il procuratore capo della Corte penale internazionale avrebbe cercato di convincere una presunta vittima a negare le accuse di molestie sessuali mosse contro di lui. Diversi membri dello staff della CPI, a conoscenza delle accuse contro Karim Khan, hanno riferito che il procuratore, insieme a un altro funzionario a lui vicino, avrebbe ripetutamente sollecitato la donna a ritrattare le sue affermazioni. Le pressioni, avvenute sia tramite telefonate che incontri di persona, sarebbero iniziate dopo che Khan aveva appreso che le autorità giudiziarie erano state informate delle accuse a suo carico, secondo quattro fonti. All’epoca, al procuratore capo era stato consigliato di evitare contatti con la presunta vittima, in seguito all’interruzione di un’indagine interna sulla vicenda.
Stefano Piazza
vicedirettore Ius101.it






