28 agosto 1944. Ottantuno anni fa si compiva il martirio della principessa Mafalda di Savoia.
La figlia di Vittorio Emanuele III, nonché moglie di Filippo, langravio d’Assia, moriva nel campo di concentramento di Buchenwald, dopo una serie di vicende crudelmente incredibili ed incredibilmente crudeli, conseguenti ai macroeventi storici dell’estate del 1943.
Con un certosino lavoro di indagine archivistica, riflessione critica e contestualizzazione storiografica, Gian Luca Barneschi ricostruisce in queste pagine l’ultimo anno di vita di Mafalda di Savoia, gettando nuova luce, grazie alla scoperta di molti inediti, sui presupposti geopolitici e bellici e sui comportamenti incomprensibili, illogici e crudeli di chi è stato attore del martirio di Mafalda di Savoia: una principessa italiana uccisa molte volte e da molte persone.
Il perverso accanirsi di eventi storici, criminalità, vigliaccheria ed egoismo sono le cause che hanno determinato lo sviluppo e la conclusione tragica della morte di Mafalda.
Una tragedia nel cui svolgimento la realtà ha superato di gran lunga l’immaginazione.
Gian Luca Barneschi, avvocato specializzato in diritto dei media, ha pubblicato scritti in Nuova Storia Contemporanea, Gnosis e in vari quotidiani e periodici, partecipando e organizzando decine di eventi dedicati alla storia. Tra le sue pubblicazioni: Balvano 1944 (Premio Basilicata 2005); L’inglese che viaggiò con il re e Badoglio (Premio Cerruglio Unuci 2014), tradotto in inglese (An Englishman Abroad, 2019), nel quale ha rivelato inediti dettagli sulla resa italiana del 1943 e quella tedesca del 1945.






