MAGGIO 2026
In un sistema internazionale sempre più frammentato, interconnesso e competitivo, la geopolitica torna al centro dell’analisi strategica. Non è più soltanto una disciplina accademica, ma uno strumento operativo per interpretare crisi, conflitti e dinamiche di potere. È questa la premessa da cui nasce il “Dizionario di Geopolitica” del Centro Alti Studi Difesa (CASD), un’opera che fotografa l’evoluzione del pensiero strategico contemporaneo e ne evidenzia la crescente rilevanza nei processi decisionali civili e militari.
Il volume, curato da Danilo Ceccarelli Morolli rappresenta una vera mappatura del lessico geopolitico: quasi seicento voci redatte da oltre centosettanta autori tra accademici, analisti e ufficiali delle Forze Armate. L’obiettivo è duplice: da un lato offrire uno strumento di consultazione rapido e rigoroso, dall’altro contribuire alla formazione di una cultura strategica condivisa, capace di integrare storia, diritto, sicurezza e intelligence.
La geopolitica, sottolinea la prefazione del volume, non può più essere considerata un sapere astratto. Al contrario, si configura come una disciplina “operativa”, orientata alla comprensione del contesto e alla valutazione del rischio. In altre parole, serve a prevedere scenari e a orientare decisioni in un mondo in cui il vantaggio strategico si misura sempre più in termini di conoscenza e capacità di anticipazione. Uno degli elementi chiave che emerge dal report è l’interdisciplinarità. La geopolitica moderna non si limita alla dimensione territoriale, ma intreccia fattori economici, tecnologici, ambientali e culturali. La crescente complessità degli scenari globali impone infatti un approccio integrato, capace di coniugare analisi geografica e intelligence, sicurezza e sviluppo, passato e futuro.
Non è un caso che il dizionario nasca in ambito militare ma si rivolga anche al mondo civile. Il CASD – oggi Scuola Superiore Universitaria – si propone infatti come punto di incontro tra università, istituzioni e Difesa, con l’obiettivo di formare una classe dirigente capace di leggere le trasformazioni globali. In questo senso, l’opera diventa anche uno strumento di “alfabetizzazione strategica” in un’epoca segnata da crisi sistemiche. Tra i temi affrontati, emerge con forza la centralità delle risorse. L’acqua, ad esempio, viene descritta come uno dei principali fattori di tensione geopolitica del XXI secolo. Nonostante il 70% della superficie terrestre sia coperto da acqua, solo una minima parte è accessibile e utilizzabile. Oggi oltre due miliardi di persone soffrono di scarsità idrica e decine di Paesi affrontano livelli critici di stress. Le dispute per il controllo delle risorse idriche – come quella legata alla diga etiope sul Nilo – dimostrano come la competizione per beni essenziali possa trasformarsi in un elemento destabilizzante.
Allo stesso modo, il dizionario evidenzia come le dinamiche regionali, in particolare in Africa, siano sempre più influenzate da fattori geopolitici globali. Il Sahel, l’Africa occidentale e il Corno d’Africa rappresentano oggi aree chiave, segnate da instabilità politica, terrorismo e competizione tra potenze esterne. In questi contesti, la sicurezza non è più solo una questione militare, ma un equilibrio fragile tra governance, sviluppo economico e controllo del territorio. Un altro aspetto centrale riguarda il ritorno della competizione tra grandi potenze. In un mondo post-globalizzazione, segnato da crisi energetiche, tensioni commerciali e conflitti regionali, la geopolitica riacquista il suo ruolo originario: quello di interpretare la relazione tra spazio e potere. Le parole di Tucidide, citate nel volume, risuonano con forza: «i forti fanno ciò che possono e i deboli soffrono ciò che devono». Una lezione antica che appare oggi più attuale che mai.
Il “Dizionario di Geopolitica” si inserisce dunque in un contesto di rinnovato interesse per questa disciplina anche in Italia, dove negli ultimi anni si è assistito a un vero e proprio ritorno del pensiero strategico. Non solo nelle università e nei centri di ricerca, ma anche nel dibattito pubblico, sempre più influenzato da crisi internazionali e dinamiche globali. In definitiva, l’opera del CASD non è soltanto un repertorio di definizioni, ma una chiave di lettura del presente. In tempi di incertezza, la geopolitica diventa una bussola indispensabile per orientarsi tra conflitti, risorse e interessi nazionali. E, soprattutto, per comprendere un mondo in cui la conoscenza strategica è ormai parte integrante del potere.
Stefano Piazza
vicedirettore Ius101.it






