LUGLIO 2026
Per quasi quattro anni il Cremlino ha fatto affidamento su una strategia di logoramento, convinto che il trascorrere del tempo avrebbe progressivamente indebolito l’Ucraina. Oggi, però, mentre i droni di Kiev colpiscono con crescente efficacia sia le forze armate russe sia il settore energetico del Paese, a Mosca prende corpo la consapevolezza che il fattore tempo potrebbe non giocare più a suo favore. Le truppe inviate dal presidente russo Vladimir Putin continuano a conquistare terreno con estrema lentezza. I risultati ottenuti sul campo sono sempre più limitati, mentre le perdite subite superano ormai il numero dei nuovi arruolamenti. Allo stesso tempo, l’esercito russo incontra notevoli difficoltà nell’adattarsi alla strategia ucraina basata sull’impiego massiccio di droni, che prendono di mira le linee logistiche e i collegamenti con le unità avanzate. Anche le forze armate ucraine, pur provate da oltre quattro anni di conflitto, non hanno ceduto come previsto da Mosca. In diversi settori del fronte sono riuscite perfino a recuperare terreno attraverso limitate operazioni offensive. Parallelamente, la crescente efficacia della flotta di droni di Kiev sta provocando pesanti ripercussioni sulla logistica russa: in Crimea si registrano problemi nell’approvvigionamento di carburante, mentre numerose raffinerie situate nel territorio russo vengono colpite con sempre maggiore frequenza. Il conflitto sembra attraversare una fase decisiva, anche se resta difficile prevederne gli sviluppi. Per la prima volta dalla fine del 2022 la Russia appare realmente in difficoltà, pur conservando la possibilità di recuperare terreno qualora riuscisse a trovare contromisure efficaci contro il vantaggio tecnologico ucraino nella guerra dei droni. Dall’altra parte, Kiev continua a soffrire di vulnerabilità significative, tra cui la cronica insufficienza di missili intercettori Patriot indispensabili per contrastare gli attacchi balistici russi contro la capitale e le principali città del Paese. L’evoluzione del conflitto, maturata negli ultimi mesi, ha modificato anche il modo in cui la guerra viene interpretata a Mosca, Kiev e Washington. Donald Trump, che lo scorso anno aveva detto al presidente Volodymyr Zelensky di non avere «alcuna carta da giocare», durante il recente vertice della NATO in Turchia ha invece rivolto parole di apprezzamento al leader ucraino, sottolineando la capacità dell’Ucraina di sviluppare sistemi innovativi e di utilizzare con efficacia droni a lungo raggio. Secondo due funzionari statunitensi informati sui colloqui, il presidente americano ha esaminato recenti rapporti dell’intelligence sulle nuove capacità offensive sviluppate da Kiev, rimanendone favorevolmente colpito. Parallelamente, anche all’interno della società russa cresce il desiderio di vedere conclusa la guerra. Le stesse fonti spiegano che proprio queste valutazioni avrebbero contribuito al cambiamento di tono di Trump nei confronti dell’Ucraina rispetto ai mesi precedenti.
I segnali di affaticamento
Come evidenzia il Wall Street Journal, anche alcuni esperti militari russi riconoscono che il Cremlino sta affrontando problemi che non aveva previsto al momento dell’invasione su larga scala lanciata nel febbraio 2022. «La posizione strategica complessiva della Federazione Russa è peggiorata nel corso dell’ultimo anno. L’avanzata sul campo rallenta, i contrattacchi ucraini diventano più frequenti e all’interno delle Forze Armate russe emergono chiari segnali di esaurimento», ha dichiarato Ruslan Pukhov, direttore del Centro per l’analisi delle strategie e delle tecnologie di Mosca. Molti osservatori ritengono inoltre che, dallo scorso inverno, il numero dei soldati russi caduti o feriti abbia superato quello dei nuovi volontari reclutati. Questo alimenta le ipotesi secondo cui Putin potrebbe essere costretto, prima o poi, a ricorrere a una nuova mobilitazione obbligatoria per ricostituire la fanteria, scelta che finora ha evitato per il timore delle conseguenze sul consenso interno. In Ucraina, invece, sia all’interno delle istituzioni sia tra numerosi reparti impegnati al fronte si è consolidata la convinzione che il Paese sia in grado di resistere, preservare la propria indipendenza e impedire a Mosca di raggiungere i propri obiettivi strategici. Tuttavia il prezzo da pagare resta elevato. Se durante il prossimo inverno gli attacchi russi dovessero distruggere ulteriormente centrali termiche e reti elettriche già gravemente compromesse, milioni di civili potrebbero affrontare mesi estremamente difficili. Secondo Zelensky, gli attacchi con missili balistici rappresentano ancora «l’ultimo grande vantaggio della Russia». Per questo motivo il presidente ucraino continua a chiedere ai partner occidentali ulteriori sistemi Patriot, aggiungendo: «Per tutto il resto siamo in grado di cavarcela da soli». Resta però un interrogativo fondamentale: quando, e soprattutto se, Putin arriverà a considerare il costo della guerra superiore ai benefici ottenuti, accettando un cessate il fuoco basato sul congelamento delle attuali linee del fronte.
Pubblicamente il leader del Cremlino continua a ribadire obiettivi estremamente ambiziosi, insistendo sulle cessioni territoriali da parte dell’Ucraina e sul ripristino dell’influenza russa nel Paese. Alcuni funzionari americani ritengono tuttavia possibile che, entro la fine dell’anno, Mosca possa prendere in considerazione un’intesa che ponga fine al conflitto a condizioni ritenute accettabili anche da Kiev. Altri analisti sono invece decisamente più pessimisti. «Putin è preparato a sostenere una lunga guerra di logoramento e sembra disposto a ignorarne le conseguenze. Questo conflitto è ormai diventato la missione della sua vita e continuerà finché resterà al potere», sostiene ancora Pukhov. Secondo numerosi osservatori occidentali, inoltre, il presidente russo continuerebbe a ricevere informazioni distorte sull’andamento delle operazioni militari. Le dichiarazioni con cui rivendica successi inesistenti sul campo rafforzano il sospetto che i vertici militari gli stiano presentando una situazione più favorevole della realtà. «Putin sembra essere costantemente raggiunto da valutazioni inesatte che lo convincono dell’inevitabilità della vittoria russa nel Donetsk», osserva Michael Kofman, esperto degli eserciti russo e ucraino presso la Carnegie Endowment for International Peace di Washington.
Un’avanzata sempre più lenta
Le forze russe continuano a esercitare pressione nella regione di Donetsk, principale teatro della loro offensiva del 2026. Le unità di fanteria stanno penetrando lentamente nell’area urbana di Kostyantynivka, anche se la conquista della città appare ancora lontana. Rispetto ai mesi precedenti, tuttavia, il quadro operativo è cambiato sensibilmente. Se nel 2025 Mosca riusciva ad avanzare, seppur lentamente, lungo gran parte della linea del fronte lunga oltre 1.100 chilometri, oggi la situazione appare molto più equilibrata. «Adesso entrambe le parti riescono a ottenere piccoli progressi in settori differenti del fronte», spiega Rob Lee, analista del Foreign Policy Research Institute.Secondo Lee e Kofman, l’esercito ucraino ha progressivamente individuato contromisure efficaci alle tattiche russe. Le infiltrazioni della fanteria attraverso i punti meno presidiati della linea difensiva e il supporto garantito dai droni non producono più gli stessi risultati ottenuti in passato. I reparti ucraini hanno migliorato la capacità di mantenere le posizioni, individuare rapidamente gli infiltrati e contrastare i droni russi grazie a una rete integrata composta da sistemi di rilevamento, guerra elettronica e piccoli droni intercettori. «L’esercito ucraino ha continuato a evolversi, mentre quello russo nel 2026 combatte sostanzialmente con gli stessi schemi del 2025», sottolinea Kofman. In questo contesto Kiev ha sviluppato una campagna offensiva con droni a medio raggio diretta contro le retrovie russe, colpendo soprattutto la logistica nel settore meridionale del fronte. Anche in questo caso Mosca fatica a trovare contromisure efficaci. Le unità ucraine hanno inoltre affinato tattiche che integrano l’azione della fanteria con quella dei droni durante i contrattacchi. «L’Ucraina sta lentamente recuperando l’iniziativa, sfruttando proprio i punti di maggiore debolezza dello schieramento russo», osserva Konrad Muzyka, fondatore della società di analisi militare Rochan Consulting.
L’impatto della guerra dei droni
Le immagini satellitari e numerosi filmati diffusi sui social mostrano come gli attacchi ucraini abbiano colpito raffinerie e infrastrutture energetiche distribuite in un’area vastissima, da Mosca a San Pietroburgo fino alla Siberia. Secondo Muzyka, queste operazioni stanno creando crescenti difficoltà nella distribuzione dei carburanti e una futura carenza di gasolio potrebbe avere ripercussioni anche sulle capacità operative dell’esercito russo. L’aumento costante del numero di droni impiegati da Kiev rende inoltre sempre più difficile per il Cremlino difendere contemporaneamente tutte le infrastrutture strategiche del proprio immenso territorio, costringendo i vertici militari a stabilire quali obiettivi proteggere prioritariamente. «Storicamente l’enorme estensione territoriale della Russia ha rappresentato un vantaggio strategico», osserva Nigel Gould-Davies, ex diplomatico britannico a Mosca e ricercatore dell’International Institute for Strategic Studies. «Oggi, invece, quella stessa vastità rischia di trasformarsi in un limite, perché rende impossibile garantire una protezione efficace a tutto il territorio nazionale». Nonostante i progressi registrati nella guerra dei droni e sul terreno, tuttavia, questi risultati non sembrano ancora sufficienti a costringere Mosca ad accettare un cessate il fuoco. In un articolo pubblicato dal Telegraph, l’ex comandante delle Forze armate ucraine Valeriy Zaluzhniy ha spiegato che «l’equilibrio militare si è trasformato in una situazione di reciproca negazione piuttosto che nella prospettiva di una vittoria decisiva». Per l’ex generale, l’Ucraina dovrà quindi prepararsi a una prova di resistenza ancora lunga, perché, conclude, «la Russia continua a combattere».
Stefano Piazza
vicedirettore Ius101.it






