MAGGIO 2025
L’invasione russa dell’Ucraina non sembrava una cosa che sarebbe mai successa e invece il caos si è avverato e sappiamo tutti come sta andando. Anche immaginare la Cina invadere Taiwan risulta parecchio difficile ma alcuni segnali fanno pensare il contrario.
La Cina, infatti, pare stia costruendo delle chiatte da sbarco modulari che fanno pensare ad un futuro sbarco nell’isola di Taiwan. Dette imbarcazioni hanno nello scafo dei sostegni e dei piloni retrattili che possono calare fino al fondale così da stabilizzarle e da alzarle fino sopra il livello del mare. Un po’ come delle piattaforme petrolifere. Le chiatte estendono dei lunghi ponti telescopici, delle passerelle che creano delle strade rialzate che in base ai test effettuati finora possono arrivare a 800 metri, a seconda del numero di chiatte coinvolte. Una volta che l’infrastruttura è pronta altre navi possono attraccare e scaricare soldati e mezzi, equipaggiamenti da sbarcare. Le criticità maggiori di un eventuale offensiva verso Taiwan da parte della Cina sono: i pochi porti e punti strategici da conquistare e che permetterebbero uno sbarco agevole di truppe. Parliamo della costa occidentale, mentre quella orientale è più scoscesa e quindi quasi praticamente inaccessibile e presidiata. Insomma, le chiatte risolverebbero molti problemi d tecnici e logistici.
Ma non finisce qui! C’è un altro aspetto non secondario. La Cina ha inaugurato da poco più di un anno una nuova nave d’assalto anfibia che si chiama Sichuan, lunga 250 metri, più della classe americana statunitense. Secondo l’agenzia di stampa ufficiale Xinhua, la Sichuan è la più grande nave d’assalto anfibio della Cina, con un dislocamento di 40mila tonnellate e tecnologie avanzate con una sovrastruttura a doppia isola e un ponte di volo completamente verticale; applica in modo innovativo la catapulta con sistema elettromagnetico e una tecnologia di arresto, riuscendo così a trasportare aerei ad ala fissa, elicotteri, attrezzature di tipo anfibio e così via.
Lo scopo appare chiaro: è quello di rafforzare la capacità di combattimento della marina cinese in acque lontane. Come le sue simili americane, la Sichuan dispone di un ponte di volo continuo senza ski Jump. A differenza delle unità della US Navy con la sua catapulta magnetica può lanciare droni e jet da combattimento direttamente dal ponte. Una nave progettata per dispiegare truppe di terra tramite mezzi da sbarco e allo stesso tempo capace di dare prezioso supporto al combattimento se necessario.
Ma perché costruire una nave ibrido a metà tra una portaerei e una nave anfibia?
Una nave ibrida perché volutamente si è cercato colmare i limiti delle attuali navi militari cinesi. La catapulta magnetica è molto costosa e gli americani evitano di usarla perché hanno l’F35 che può decollare con ponti relativamente corti e atterrare in verticale senza l’uso di dispositivi di arresto. La prima nave d’assalto anfibia cinese, il tipo 075, è stata varata nel 2019. La Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione cinese, o PLAN, lavora alla modernizzazione delle sue forze da oltre un decennio, con l’obiettivo di poter operare a livello globale anziché essere limitata alle acque vicino alla Cina continentale. La Cina è riuscita per la prima volta a lanciare aerei da combattimento con la nuova tecnologia elettromagnetica sulla sua portaerei di produzione nazionale, la Fujian, varata due anni fa.
Se i cinesi siano davvero quasi pronti all’invasione è difficile dirlo con certezza perché tutto è avvolto nel totale mistero, ma in questo ultimo anno, ci sono piccoli segnali di un’intensificazione delle operazioni militari. La Cina è un paese molto ambizioso che possiede la marina militare più grande del mondo e cerca costantemente di aggiornare la sua flotta. Il prossimo passo sarà quello di lavorare alla progettazione di una portaerei a propulsione nucleare, che gli consentirebbe di schierare le sue navi in acque lontane senza bisogno di una base per il rifornimento, così come fanno adesso gli Stati Uniti con le loro 10 portaerei a propulsione nucleare in servizio con la US Navy.
Vincenzo Priolo
esperto di sicurezza






