Jared Kushner nato il 10 gennaio 1981 a Livingston, nel New Jersey, ha costruito una carriera di successo nel settore immobiliare con la sua azienda, prima di entrare nel complicato mondo della politica. Laureato ad Harvard e con un MBA alla New York University, ha portato con sé una visione strategica che ha influenzato profondamente le dinamiche diplomatiche del Medio Oriente. Il suo nome in codice è “Mechanic”, attribuitogli dai servizi segreti della Casa Bianca ed è stato scelto per varie ragioni, anche se i dettagli specifici non sono stati resi pubblici. In questo caso, “Mechanic” potrebbe riferirsi alla sua funzione di “riparatore” o “costruttore” di relazioni e accordi, specialmente nel contesto della sua attività diplomatica e negli sforzi di mediatore nel conflitto israelo-palestinese e per promuovere gli Accordi di Abramo.
Jared Kushner, figura di spicco nel panorama politico e imprenditoriale statunitense, ha segnato un’epoca durante l’amministrazione di Donald Trump, non soltanto come genero del Presidente, ma anche come consigliere senior con un ruolo essenziale nella politica estera, in particolare dentro lo scacchiere chiamato Medio Oriente. Uno dei suoi principali successi è stato senza dubbio la conduzione degli Accordi di Abramo, una serie di intese storiche firmate nel 2020 tra Israele e vari Stati arabi, come gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrein. Questi accordi hanno rappresentato un punto di svolta, andando a normare relazioni che erano rimaste in congelatore per decenni. Kushner ha operato come saggio mediatore di questo processo, collaborando con leader arabi e israeliani e proponendo visioni alternative. La sua strategia si è basata sulla convinzione che la cooperazione tra Israele e i paesi arabi potesse non solo portare stabilità, ma anche una risoluzione pragmatica alla situazione palestinese. La crescente preoccupazione per l’influenza iraniana ha spinto alcuni paesi arabi a unirsi a Israele, visto come punto di equilibrio sicuro e partner utile. Kushner, con la sua abilità di tessitore armonico, ha saputo navigare queste acque bollenti, cercando sempre di promuovere un dialogo che ha aperto nuove opportunità diplomatiche e commerciali. Nel 2025 quale sarà il ruolo di Mechanic nella nuova era Trump? Difficile stabilirlo con certezza. Con Donald Trump di nuovo al potere, il suo ruolo nella gestione della politica mediorientale potrebbe essere di rilievo. Potrebbe rientrare come consigliere senior, lavorando per ampliare ulteriormente gli Accordi di Abramo. La sicurezza, le esigenze economiche e la mediazione del conflitto tra Israele ed Hamas sarebbero certamente al centro delle sue priorità. Kushner ha dimostrato di avere una visione a lungo termine, una visione da leader e non da gregario, cercando di stabilire legami più forti tra Israele e i paesi arabi, e il suo approccio ampio e sicuro potrebbe continuare attraverso una considerevole dose di diplomazia pragmatica e politica innovativa. Non va dimenticato il suo profondo legame con le radici ebraiche, parte fondamentale della sua identità che ha influenzato certamente le sue decisioni politiche. Cresciuto in una famiglia ebrea ortodossa, con nonni emigrati dall’Europa orientale, Kushner ha ereditato conoscenza e consapevolezza enormi circa l’equilibrio delicato della situazione mediorientale. Comunque andrà, Kushner ha tracciato una strada per i leader del futuro anche in seno al governo Trump: costruire connessioni e non muri, è la vera eredità di un mediatore politico lungimirante.
Elisa Garfagna
giornalista






