Perché l’Arabia Saudita è preoccupata per la direzione e i toni dei colloqui tra Stati Uniti e Russia
I colloqui di pace di Riyadh sono stati disastrosi per molte ragioni, ma un aspetto che non viene menzionato o ben compreso dai media occidentali è il ruolo delle ambizioni diplomatiche saudite. La Russia, nella sua arroganza e nella sua fretta di posizionarsi fin dall’inizio come leader dei negoziati, ha rifiutato fermamente il ruolo di mediatore della Casa reale saudita, riferendosi invece ripetutamente al ruolo saudita come semplice piattaforma per i colloqui. Il rifiuto della Russia alla mediazione saudita è un significativo smacco diplomatico che mina sia l’influenza regionale dell’Arabia Saudita sia la legittimità dei colloqui di Riyad.
Un colpo al prestigio diplomatico dell’Arabia Saudita
L’Arabia Saudita si è posizionata come mediatore globale, bilanciando i legami tra Occidente, Russia e Cina. Rifiutando la sua mediazione, la Russia sminuisce il ruolo di Riad come mediatore credibile nei conflitti internazionali, segnalando che Mosca non vede l’Arabia Saudita come un mediatore di potere alla pari.I colloqui di Riyadh miravano a dare legittimità a un processo diplomatico che avrebbe potuto includere l’Ucraina. Il rifiuto della Russia di accettare la mediazione saudita suggerisce che non prende sul serio queste discussioni, facendo apparire i colloqui come un’iniziativa allineata all’Occidente piuttosto che uno sforzo di pace neutrale. Questo indebolisce il loro peso diplomatico e la loro credibilità.
Le relazioni tra Arabia Saudita e Russia si sono fatte più tese
Sebbene l’Arabia Saudita e la Russia abbiano collaborato in materia di politica energetica (OPEC+), questo rifiuto evidenzia i limiti della loro partnership. Segnala che Mosca vede Riyadh come un partner economico e non come un alleato strategico, spingendo potenzialmente l’Arabia Saudita a rafforzare i suoi legami con gli Stati Uniti e l’Europa in risposta.
Il gioco diplomatico alternativo della Russia
Rifiutando la mediazione saudita, la Russia segnala che preferisce negoziare alle proprie condizioni, probabilmente attraverso un impegno diretto con la Cina o altri attori non occidentali. Questo rifiuto potrebbe anche essere un messaggio all’Arabia Saudita che il suo recente allineamento con gli Stati Uniti sulle questioni di sicurezza e regionali ha delle conseguenze. La mossa della Russia è un insulto alle ambizioni diplomatiche dell’Arabia Saudita e indebolisce la percezione dei colloqui di Riyad come sede credibile per la risoluzione del conflitto. Inoltre, costringe l’Arabia Saudita a rivalutare il suo gioco di equilibri tra Russia, Stati Uniti e Cina, spostando potenzialmente i suoi calcoli strategici in futuro. Tuttavia, un’altra occasione mancata ha coinvolto sia la Russia che gli Stati Uniti, che hanno respinto il suggerimento del principe ereditario Mohammed bin Salman di includere l’Ucraina nei negoziati. Il rifiuto da parte di Washington e Mosca di accettare la proposta del principe ereditario Mohammed bin Salman (MBS) di includere l’Ucraina nei colloqui di Riyadh non è stato solo un affronto personale a MBS, ma anche un colpo alle crescenti ambizioni diplomatiche dell’Arabia Saudita. Inoltre, ha rappresentato un’opportunità strategica mancata per tutte le parti coinvolte.
Un insulto diretto alle aspirazioni globali dell’Arabia Saudita
L’Arabia Saudita ha passato anni a costruirsi una credibilità come mediatore neutrale, dall’intermediazione per lo scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina al bilanciamento delle relazioni con Stati Uniti, Russia e Cina. Rifiutando la proposta di MBS, entrambe le potenze hanno segnalato che l’influenza diplomatica dell’Arabia Saudita ha dei limiti, minando le sue ambizioni di leadership globale. Per MBS personalmente, questo rifiuto ha messo in discussione la sua autorità sulla scena mondiale, suggerendo che i suoi sforzi di mediazione non sono presi sul serio nonostante il peso economico e strategico dell’Arabia Saudita. Dato che il Regno ha ospitato precedenti colloqui di pace sull’Ucraina, l’esclusione di Kiev contraddice gli sforzi di Riyadh di essere vista come un mediatore di potere inclusivo.
Minare la legittimità dei colloqui di Riyadh
Tenendo l’Ucraina fuori dalle discussioni, i colloqui sono apparsi unilaterali e meno credibili, soprattutto agli occhi di Kiev e dei suoi sostenitori occidentali. Se il ruolo dell’Arabia Saudita era davvero di pace, perché escludere una delle principali parti in conflitto? Questo ha indebolito l’immagine di Riyadh come terreno neutrale e ha ridotto i colloqui a un esercizio di gestione delle relazioni tra grandi potenze piuttosto che alla risoluzione del conflitto stesso.
Un’opportunità mancata per gli Stati Uniti e la Russia
Per gli Stati Uniti: Accettare la proposta dell’Arabia Saudita avrebbe potuto rafforzare gli sforzi di Washington per raccogliere il sostegno globale all’Ucraina, soprattutto tra le nazioni non occidentali. Era un’occasione per spingere la Russia a negoziati multilaterali, mantenendo l’Arabia Saudita più allineata agli interessi statunitensi. Invece, gli Stati Uniti hanno inavvertitamente indebolito la fiducia saudita, spingendo potenzialmente Riyadh verso una diplomazia multipolare.
Per la Russia: L’inclusione dell’Ucraina avrebbe potuto dare a Mosca una piattaforma per plasmare la narrativa sui negoziati e influenzare la posizione diplomatica di Kiev attraverso un intermediario non occidentale. Invece, il netto rifiuto della Russia ha rafforzato la sua linea dura contro l’impegno diplomatico con l’Ucraina, rendendo ancora più difficili i futuri colloqui.
Le relazioni saudite con entrambe le parti si sono fatte più tese
Riyadh ha bilanciato attentamente le sue relazioni con Mosca e Washington, ma questo rifiuto ha messo in luce i limiti della sua influenza su entrambe le potenze. Gli Stati Uniti e l’Europa rischiano di alienarsi MBS mettendo da parte i suoi sforzi, potenzialmente indebolendo la sua posizione e dando potere a fazioni della vecchia guardia più disposte a impegnarsi con Cina e Russia su questioni di sicurezza ed economiche. La Russia, invece, ha perso un’occasione per consolidare la benevolenza saudita, che avrebbe potuto aiutarla a gestire i negoziati petroliferi ed economici con il Regno. Rifiutando la proposta di MBS, sia gli Stati Uniti che la Russia hanno perso l’opportunità di sfruttare la posizione diplomatica dell’Arabia Saudita per i propri interessi. Per l’Arabia Saudita si è trattato di un’umiliazione che ha messo in luce i limiti della sua influenza, ma anche di una lezione: se Riyadh vuole davvero essere un mediatore globale, potrebbe essere necessario affermarsi con più forza piuttosto che aspettare che Washington e Mosca riconoscano la sua leadership. La decisione dell’Arabia Saudita di minimizzare la proposta del principe ereditario Mohammed bin Salman (MBS) di includere l’Ucraina nei colloqui di Riyad è una mossa strategica per evitare l’imbarazzo diplomatico e preservare la sua immagine di mediatore neutrale.
Evitare un rimprovero pubblico
Il rifiuto della proposta di MBS da parte di Stati Uniti e Russia è stato un duro colpo per le ambizioni diplomatiche dell’Arabia Saudita. Sottolineare pubblicamente questo rifiuto evidenzierebbe i limiti dell’influenza di Riyadh sulle principali potenze globali, indebolendo potenzialmente la sua posizione di attore geopolitico in ascesa. Sminuendo la questione, l’Arabia Saudita cerca di mantenere la percezione di rimanere un mediatore influente, piuttosto che uno i cui suggerimenti possono essere respinti in toto.
Preservare il suo atto di equilibrio tra Russia, Stati Uniti e Cina
L’Arabia Saudita ha bilanciato attentamente le sue relazioni con Mosca, Washington e persino Pechino. Spingere pubblicamente per l’inclusione dell’Ucraina, dopo che è stata rifiutata, sarebbe un rischio: Irritando la Russia, che ha rifiutato di impegnarsi con l’Ucraina in qualsiasi colloquio ospitato dai sauditi.Sfidando gli Stati Uniti, che non hanno dato priorità alla presenza dell’Ucraina nelle discussioni di Riyadh. Compromettendo la neutralità saudita, il coinvolgimento dell’Ucraina avrebbe fatto apparire i colloqui più allineati con l’Occidente che non uno sforzo di pace veramente indipendente. Sminuendo il suggerimento di MBS, l’Arabia Saudita si assicura di rimanere un mediatore accettabile per tutte le parti.
Irina Tsukerman
analista geopolitica
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