GIUGNO 2025
In uno degli scontri più duri della politica americana recente, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di revocare contratti federali per miliardi di dollari alle aziende controllate da Elon Musk con il quale la collaborazione è durata appena cinque mesi. Un simile provvedimento, se attuato, avrebbe ripercussioni su tutto l’impero industriale del magnate, inclusa SpaceX, impegnata nel lancio di astronauti per conto della NASA e nella messa in orbita di satelliti per il Pentagono. Dietro questa tensione si cela un conflitto politico e finanziario concreto, che coinvolge entrambi i miliardari.
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal ( WSJ) , Tesla, l’azienda di auto elettriche guidata da Elon Musk, ha registrato giovedì scorso il peggior crollo di sempre nel proprio valore azionario: ben 152,4 miliardi di dollari di capitalizzazione bruciati in una sola giornata. Un colpo senza precedenti per la società. Parallelamente, Donald Trump rischia di vedere affondare il suo ambizioso progetto legislativo se appena tre deputati repubblicani alla Camera dovessero voltargli le spalle. I membri del Freedom Caucus, noti per la loro rigidità ideologica, hanno già espresso forti dubbi sull’aumento del deficit federale previsto dalla proposta di legge — un rilievo critico che ricalca esattamente quanto sostenuto da Musk.
Elon Musk
Amministratore delegato di Tesla, SpaceX e xAI, Musk è legato a svariati contratti pubblici multimiliardari. Il suo obiettivo è trasformare Tesla in un colosso dell’intelligenza artificiale e della robotica, per cui ha chiesto modifiche alle normative federali. Giovedì scorso, Trump ha minacciato di annullare i contratti governativi con le imprese di Musk, una proposta che alcuni suoi collaboratori promuovono da quando il miliardario ha attaccato apertamente il progetto di legge del presidente. Secondo fonti vicine alla Casa Bianca, gli attacchi di Musk hanno irritato l’amministrazione, che ora sembra volerlo isolare politicamente. SpaceX, in particolare, collabora da anni con il Pentagono, la NASA e i servizi di intelligence. L’azienda trasporta carichi militari e ha un ruolo chiave nelle missioni spaziali americane. Un alto funzionario dell’amministrazione ha dichiarato che Musk troverà d’ora in avanti molte porte chiuse a Washington.
Tesla
Per poter implementare su scala nazionale veicoli a guida autonoma, Tesla necessita di nuove norme federali, sulle quali ha esercitato forti pressioni. Attualmente, sono i singoli Stati a decidere se autorizzare tali veicoli su strade pubbliche.Lo scorso aprile, il Segretario ai Trasporti Sean Duffy ha visitato lo stabilimento Tesla di Austin. In un video pubblicato su X, Musk ha auspicato l’introduzione di una regolamentazione nazionale per la guida autonoma. Tesla prevede di lanciare ad Austin, entro la fine del mese, il primo servizio di robotaxi, sfidando direttamente Waymo.Musk attribuisce i ritardi nell’implementazione dell’autonomia veicolare a barriere normative. Tuttavia, il calo delle vendite in USA ed Europa, unito al riavvicinamento tra Musk e Trump, ha peggiorato le prospettive dell’azienda. Un altro potenziale colpo potrebbe arrivare dalla decisione della Casa Bianca di allentare i limiti sulle emissioni: Tesla guadagna centinaia di milioni di dollari ogni trimestre vendendo crediti ambientali alle case rivali, che ne hanno bisogno per evitare sanzioni. La recente abolizione della deroga che permetteva alla California di fissare limiti autonomi potrebbe ora frenare l’intero settore.
SpaceX
SpaceX detiene contratti miliardari con numerose agenzie governative. I suoi razzi Falcon e la costellazione Starlink sono strumenti chiave della strategia tecnologica americana, anche nel conflitto in Ucraina.L’azienda ha bisogno del supporto degli enti regolatori per il lancio dei razzi e per lo sviluppo dei suoi impianti. Ad aprile, ha ricevuto 5,9 miliardi di dollari per operazioni legate alla sicurezza nazionale. È inoltre l’unica impresa privata autorizzata a trasportare astronauti verso la Stazione Spaziale Internazionale. Il contratto con la NASA, che include altri cinque voli con equipaggio, è vicino ai 5 miliardi.SpaceX è centrale anche nel programma Artemis per il ritorno sulla Luna, con un contratto da 4 miliardi per lo sviluppo della navetta Starship. La NASA l’ha scelta inoltre per progettare il veicolo che consentirà il deorbiting sicuro della Stazione Spaziale entro il 2030, un progetto da 843 milioni. La società ha infine stretto intese con agenzie d’intelligence, come il contratto segreto da 1,8 miliardi con il National Reconnaissance Office. Musk sembrava destinato a conquistare ancora più contratti sotto Trump, anche grazie al coinvolgimento di SpaceX nel programma missilistico «Golden Dome for America».
Donald Trump
Il presidente come ha piu’ volte ricordato il WSJ, ha concentrato la propria agenda legislativa in un maxi provvedimento che combina tagli fiscali, spese per la sicurezza dei confini e riduzioni a programmi sociali come Medicaid. Il disegno è passato alla Camera con un solo voto di scarto (215 a 214) e attende ora l’esame del Senato. L’opposizione di Musk potrebbe farlo affondare. Il miliardario ha denunciato la legge come un «abominio disgustoso» che aumenterebbe il deficit di 2.500 miliardi di dollari. Ha minacciato ritorsioni contro i politici repubblicani che la sostengono, accusandoli di «tradimento» nei confronti del popolo americano. Musk potrebbe inoltre impiegare parte del fondo con cui ha già sostenuto la rielezione di Trump — 250 milioni di dollari — per finanziare primarie contro i deputati dissidenti. Giovedì, Musk ha dichiarato che senza il suo appoggio Trump non avrebbe vinto le ultime presidenziali, commentando su X: «Che ingratitudine». Intanto, la maggioranza repubblicana alla Camera, seppur sottile, resta in bilico: bastano pochi defezionisti per ribaltare l’esito delle votazioni. Solo tre deputati repubblicani hanno espresso pubblicamente sostegno a Musk: Thomas Massie (Kentucky), Warren Davidson (Ohio) e David Schweikert (Arizona). Quest’ultimo ha chiesto modifiche sostanziali al testo prima di poterlo approvare. «Musk ha perfettamente ragione», ha dichiarato in merito al deficit federale. Un autorevole esponente della Commissione Servizi Finanziari della Camera ha commentato che le parole di Musk complicano l’approvazione del disegno di legge e potrebbero lasciare strascichi duraturi nei rapporti con il partito repubblicano. Nel lungo termine, una frattura tra Musk e Trump potrebbe costare caro ai repubblicani, che nel 2026 si giocano la maggioranza alla Camera. Il sostegno dell’enorme pubblico social di Musk, con oltre 220 milioni di follower su X, è considerato decisivo. Giovedì sera, Musk ha lanciato un sondaggio chiedendo se dovesse fondare un nuovo partito. L’81% dei circa 3,5 milioni di partecipanti ha risposto di sì. La rottura tra Elon Musk e Donald Trump era, per molti osservatori, ampiamente prevedibile. Nonostante le occasionali convergenze tra i due— su temi come la deregulation, la critica ai media tradizionali o lo scetticismo verso alcune politiche ambientali — le loro personalità, i loro interessi e i loro obiettivi politici e commerciali si sono rivelati troppo divergenti per una collaborazione duratura. Entrambi sono figure dominate da un forte ego e da un bisogno costante di centralità mediatica. La convivenza di due “maschi alfa” in un’arena pubblica o politica ha raramente esiti pacifici e cooperativi, specie quando i riflettori non possono illuminare entrambi allo stesso modo. Intanto, a Mosca di sicuro qualcuno sta ridendo.
Stefano Piazza
vicedirettore IUS101






