Lo scorso 31 marzo la guida suprema iraniana Ali Khamenei ha risposto alle minacce del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, mettendo in guardia contro qualsiasi attacco all’Iran. Secondo Khamenei, se gli Stati Uniti daranno seguito alle loro minacce, «subiranno un duro colpo» Nel suo discorso in diretta, Khamenei ha affermato che « gli Stati Uniti sono capaci di commettere azioni dannose», ma ha avvertito che « se ciò dovesse avvenire, riceveranno sicuramente un forte contrattacco». Ha inoltre chiesto « lo sradicamento del corrotto e usurpatore regime sionista», che a suo dire è l’unico rappresentante degli Stati Uniti nella regione. Domenica scorsa Donald Trump ha dichiarato alla NBC : «Se non raggiungono un accordo, ci saranno dei bombardamenti, e saranno bombardamenti come non ne hanno mai visti prima » In risposta, il quotidiano iraniano controllato dallo Stato Tehran Times ha scritto in un post su X che i missili iraniani sono « caricati sui lanciatori in tutte le città missilistiche sotterranee e sono pronti per il lancio». Qualche giorno prima l’emittente televisiva iraniana Press TV, vicina alle fazioni più radicali del sistema politico della Repubblica islamica, ha inserito la base militare congiunta britannico-americana di Diego Garcia (Oceano Indiano) in un elenco di installazioni statunitensi in Medio Oriente che, secondo quanto riportato, sarebbero «nel mirino dell’Iran». Questi obiettivi verrebbero colpiti in caso di un attacco da parte degli Stati Uniti o di Israele contro l’Iran. L’articolo segnala che sono in corso contatti tra Iran e Stati Uniti e che Teheran starebbe preparando una risposta a una lettera del presidente Trump, inviata attraverso canali indiretti. Nell’elenco delle basi potenzialmente oggetto di rappresaglia compaiono anche: la base aerea di Al Udeid (Qatar), quella di Al Dhafra (Emirati Arabi Uniti), la Naval Support Activity in Bahrain, la Dimona Radar Facility (Israele), la base di Muwaffaq Salti (Giordania), Camp Arifjan (Kuwait) e la base aerea di Ain al-Assad (Iraq). L’articolo è corredato da immagini satellitari di ciascuna struttura. Il testo indica che i moli in acque profonde, gli ancoraggi e le infrastrutture portuali di Camp Thunder, insieme agli schieramenti di bombardieri B-1 Lancer, B-2 Spirit e B-52 Stratofortress presenti nell’aeroporto di Diego Garcia, figurerebbero tra i potenziali obiettivi. La base di Diego Garcia, infatti, rientra nel raggio di circa 4000 chilometri coperto dai missili balistici iraniani Khorramshahr e dai droni kamikaze Shahed-136B. A questa minaccia si aggiunge la capacità offensiva delle navi militari iraniane, tra cui le portaerei Shahid Mahdavi (C110-3) e Shahid Bagheri (C110-4), equipaggiate per il lancio di missili e droni.
Gli Usa schierano i bombardieri strategici B-2 Spirit
La riposta di Donald Trump non si è fatta attendere con i bombardieri strategici B-2 Spirit dell’aeronautica militare statunitense che hanno iniziato a schierarsi nella base di Diego Garcia, un punto nevralgico nel cuore dell’Oceano Indiano. Sei velivoli del 509th Bomb Wing sono già giunti sul posto dalla base aerea di Whiteman, in Missouri. Un dispiegamento insolito che potrebbe segnalare la preparazione di operazioni contro obiettivi Huthi in Yemen o rappresentare un chiaro messaggio di deterrenza rivolto all’Iran. Questa mossa, senza precedenti per dimensioni e portata, si inserisce in un contesto di crescenti attacchi aerei statunitensi contro le milizie Houthi e di continui moniti verso Teheran per il suo sostegno al gruppo e le sue ambizioni nucleari. Washington sta consolidando la propria presenza militare in una regione segnata da tensioni geopolitiche sempre più acute, alimentate dal ruolo crescente dell’Iran nello Yemen e dal suo programma nucleare, considerato una minaccia dagli Stati Uniti e dai loro alleati.
Il B-2 Spirit è uno dei velivoli più avanzati al mondo: un bombardiere stealth strategico in grado di eludere le difese aeree nemiche e colpire con precisione obiettivi di alto valore. Il suo profilo ad ala volante e i materiali radar-assorbenti riducono la traccia radar, rendendolo estremamente difficile da rilevare. Spinto da quattro motori General Electric F118 privi di postbruciatori, può volare fino a Mach 0,95 e percorrere 11.000 km senza rifornimento, distanza che può aumentare con supporto in volo. Capace di operare a 15.200 metri di quota, il B-2 può trasportare fino a 23 tonnellate di armamenti, incluse bombe nucleari B61 e B83, e missili AGM-129 o SRAM 2. Le capacità difensive del B-2 Spirit si fondano principalmente sulle sue qualità stealth, potenziate da sofisticate contromisure elettroniche e avanzati sistemi di guerra elettronica progettati per sfuggire al rilevamento nemico. Grazie al radar ad apertura sintetica AN/APQ-181, che riduce al minimo le emissioni, il velivolo è in grado di mappare con precisione il terreno e individuare con accuratezza i bersagli. Recenti aggiornamenti, introdotti attraverso il programma Spirit Realm 1 (SR 1), hanno dotato il B-2 di un’architettura aperta che facilita l’integrazione di nuove armi e tecnologie di comunicazione. Queste migliorie ne aumentano sia l’efficacia operativa sia la resilienza contro minacce emergenti, garantendo che il bombardiere resti una risorsa strategica anche nei teatri di guerra più moderni e in costante evoluzione.
Stefano Piazza
vicedirettore Ius101.it






