OTTOBRE 2026
Fratelli d’Italia continua a crescere, mentre il Partito democratico torna a perdere terreno. Un segnale che riapre inevitabilmente la discussione sulla linea politica scelta da Elly Schlein, sempre più orientata a sinistra e alla costruzione di un’alleanza con il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte. L’ultimo sondaggio Swg per il Tg La7, pur non indagando direttamente le ragioni degli spostamenti elettorali, fotografa un Pd incapace, almeno in questa rilevazione, di accorciare le distanze dal partito della premier Giorgia Meloni. Fratelli d’Italia guadagna infatti lo 0,3% e sale al 27,4%, consolidando il primo posto. Il Pd arretra invece dello 0,2% e scende al 20,6%: tra i due principali partiti italiani si apre così una distanza di 6,8 punti percentuali. Il dato settimanale non basta da solo a dimostrare una fuga degli elettori democratici provocata dalla strategia di Schlein, ma alimenta il confronto interno sulla capacità dell’attuale linea di ampliare il consenso del partito. Il tema riguarda soprattutto il posizionamento del Pd. La scelta di insistere sull’asse progressista e sulla ricerca di una convergenza con il Movimento 5 Stelle espone Schlein alla necessità di tenere insieme anime elettorali differenti: quella più spostata a sinistra e quella riformista e moderata. Il rischio politico, per i democratici, è che l’avvicinamento ai Cinque Stelle non produca automaticamente nuovi consensi e renda contemporaneamente più difficile recuperare quella parte dell’elettorato che non si riconosce in un Pd sempre più vicino alle posizioni di Conte.
I numeri delle ultime settimane mostrano peraltro un partito che oscilla attorno alla stessa area di consenso. Alla fine di agosto il Pd era indicato da Swg al 20,7%; il 7 settembre al 20,6%. Il 14 settembre aveva registrato un incremento di tre decimali, mentre nell’ultima rilevazione torna al 20,6%. Non si tratta dunque di un crollo, ma neppure dell’accelerazione necessaria per avvicinare Fratelli d’Italia. Ed è proprio questo il punto politicamente più delicato per Schlein: dopo anni all’opposizione, il Pd continua a non riuscire a ridurre stabilmente il divario dalla formazione di Meloni. La stessa analisi di Swg sull’andamento dei quattro anni trascorsi dalle Politiche del 2022 descrive sia Fratelli d’Italia sia il Pd come partiti caratterizzati complessivamente da oscillazioni contenute e da un incremento limitato rispetto alle elezioni. Nel frattempo il Movimento 5 Stelle resta stabile al 12,8%. Anche questo elemento pesa sul dibattito relativo al cosiddetto campo largo: l’avvicinamento politico tra democratici e pentastellati non coincide, in questa settimana, con una crescita dei due principali partiti dell’opposizione. Il M5S non avanza e il Pd arretra.
Si ferma, almeno momentaneamente, anche la corsa di Futuro Nazionale. Il partito fondato e guidato da Roberto Vannacci rimane all’8%, dopo mesi nei quali aveva progressivamente aumentato il proprio peso. A fine agosto era al 7,5% e il 7 settembre aveva raggiunto il 7,7%. La rilevazione attuale segna quindi una pausa nella crescita, senza però cancellare il risultato raggiunto dalla nuova formazione. Nel resto del centrodestra, Forza Italia perde lo 0,1% e scende al 6,9%, mentre la Lega di Matteo Salvini arretra dello 0,2% e arriva al 5,1%. Sul fronte opposto, Alleanza Verdi e Sinistra guadagna un decimale e raggiunge il 6,6%.
Più distanti rimangono Azione di Carlo Calenda, al 3,2%, Italia Viva di Matteo Renzi, al 2,4%, +Europa, all’1,7%, Noi Moderati e Avanti Psi, entrambi all’1%. Nel complesso, la fotografia Swg consegna quindi un quadro nel quale Fratelli d’Italia rafforza la propria posizione mentre il principale inseguitore arretra. Per Schlein il problema non è tanto lo 0,2% perso in una singola settimana, quanto la difficoltà di trasformare la strategia delle alleanze in una crescita strutturale del Pd. È su questo terreno che torna il confronto sulla svolta a sinistra e sul rapporto sempre più stretto con Conte: una linea che punta a compattare il fronte progressista, ma sulla cui capacità di conquistare anche l’elettorato democratico più moderato resta aperta una questione politica che i prossimi sondaggi e, soprattutto, le urne dovranno misurare.






