APRILE 2026
Era il 30 marzo del 1976 quando in un appartamento di Viale Villa Pamphili, nell’elegante e residenziale quartiere di Monteverde a Roma nasceva Radio Radicale. Dall’intuizione di alcuni militanti l’idea di aprirsi a un pubblico vasto, bisognoso in quei grigi e bui anni di piombo, di ricevere un’ informazione libera e pluralista grazie alla quale, secondo il motto liberale di Luigi Einaudi,si potesse finalmente “conoscere per deliberare”. E’ questo lo slogan che ancora accompagna l’emittente, l’unica in Italia capace di offrire al cittadino la possibilità di essere informato su tutto quello che accade nella politica e nelle istituzioni, nei congressi e nelle conferenze, nei raduni di partito e nelle assemblee.
Un modo di tenere il radioascoltatore aggiornato su tutto quello che succede attorno a lui, privo di condizionamenti, con le cronache integrali di quanto avviene nei palazzi della politica trasmesse senza mediazioni, fornendo un quadro completo, scevro da commenti e sovrastrutture. Ed inoltre un’offerta culturale, storica e pedagogica che permette di riflettere su storie e avvenimenti, usi e costumi che escono dai confini nazionali, in un vasto panorama di notizie e idee.
Tutto questo è Radio Radicale,un bene prezioso fornito ai cittadini che vogliono conoscere per farsi un’idea e scegliere, deliberare e pensare non accontentandosi del mean streaming del momento. E poi il fiore all’occhiello, la rassegna stampa tenuta per anni dal compianto Massimo Bordin spesso accompagnato da Marco Pannella, momenti di radio geniali e indimenticabili. “Stampa e regime” è ancora oggi un appuntamento fisso per un numero immenso di italiani che la ascoltano con immutato affetto da decenni.
Uno dei contenuti che rimane ancora oggi tra più seguiti dell’intero panorama radiofonico nazionale e tra i più apprezzati dagli ascoltatori afferenti a un mondo il più trasversale possibile. Auguri quindi cara Radio Radicale e almeno altri 50 anni di vita, salute e fedele compagna delle nostre vite.
Auguri alla direttrice Giovanna Reanda e a tutti i redattori e collaboratori, ai tecnici che ne permettono la messa in onda e alle segreterie, a chi si occupa dell’amministrazione e a chi ne cura ogni giorno con amore, passione e dedizione ogni aspetto della vita quotidiana di una radio che è anche una grande famiglia.
E’ un compleanno che avviene in un momento complicato e la sopravvivenza dell’emittente e’ a forte rischio. Chi si prenderà la responsabilità politica di spengere un’idea sarà colpevole di aver soffocato un faro di democrazia. Radio Radicale, organo della lista Marco Panella non è un bene prezioso “solo” per i radicali, ma e’ un bene del popolo italiano di ogni credo e appartenenza politica e religiosa. W Radio Radicale!
Ruben Della Rocca
giornalista






