MAGGIO 2026
Il riutilizzo degli aggregati inerti riciclati si conferma non solo una leva ambientale, ma un fattore economico sempre più rilevante per imprese e pubbliche amministrazioni. È quanto emerge da un nuovo studio di settore elaborato dal Gruppo Seipa, che analizza l’impatto economico della sostituzione delle materie prime vergini con materiali derivanti dal recupero dei rifiuti da costruzione e demolizione (C&D).
Nel contesto europeo, il settore delle costruzioni genera ogni anno circa 305 milioni di tonnellate di rifiuti C&D (fonte Eurostat), rappresentando uno dei principali bacini di materiali potenzialmente riutilizzabili.
Secondo le elaborazioni del Gruppo Seipa su dati interni e benchmark di settore (2020–2025), l’utilizzo di aggregati riciclati può generare:
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- maggiore stabilità dei prezzi, meno esposti alla volatilità delle materie prime naturali e ai costi energetici legati all’estrazione;
- riduzioni (in molti casi) dei costi di approvvigionamento;
- riduzione (in molti casi) dei costi logistici.
Le stime sono coerenti con le analisi europee sulla circolarità delle costruzioni (Circular Economy Action Plan e Construction & Demolition Waste Report della Commissione Europea).
La filiera corta del riciclo riduce la distanza tra luogo di produzione e utilizzo del materiale, con effetti diretti sui costi operativi.
In Italia la produzione di rifiuti da costruzione e demolizione supera gli 81,4 milioni di tonnellate annue (Rapporto Rifiuti Speciali 2023 dell’ISPRA).
Per le imprese, il ricorso agli aggregati riciclati consente:
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- riduzione (in molti casi) dei costi di acquisto delle materie prime;
- maggiore prevedibilità dei costi di cantiere;
- miglioramento dei margini operativi nei lavori a bassa marginalità.
Per le stazioni appaltanti, invece, l’integrazione nei capitolati può generare:
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- riduzione del costo complessivo delle opere;
- maggiore efficienza nella gestione dei materiali;
- miglioramento degli indicatori ESG nei progetti pubblici.
- Ma il vero punto di svolta si realizza quando il materiale riciclato entra nei capitolati come standard tecnico
Ma il vero punto di svolta si realizza quando il materiale riciclato entra nei capitolati come standard tecnico.
Nel modello del Gruppo Seipa (elaborazioni interne su contabilità industriale 2008–2025), questi effetti economici sono già misurabili:
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- oltre 1,2 milioni di tonnellate di materiali gestiti nel 2025;
- circa 320 mila tonnellate di aggregati inerti riciclati prodotti;
- 60% dei volumi trattati legati al riciclo;
- 75% dei materiali in uscita di natura riciclata;
- 100% di reimpiego degli AIR (aggregati inerti riciclati).
Numeri che indicano come la trasformazione dei rifiuti in materie prime seconde sia già oggi una realtà industriale consolidata.






